Siete davvero sicuri che la Gioconda sia la Gioconda? O meglio, avete la certezza che il quadro custodito sotto un vetro blindato al Louvre sia il ritratto di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, altrimenti detta Monna Lisa? Dubbi a riguardo esistono da tempo, ma a rilanciare la questione ci ha pensato ora il guru della scienza per antonomasia, Alberto Angela, che nel suo nuovo libro in uscita ha rilanciato l’interrogativo che si trascina ormai da secoli. Il dubbio, come ribadito dal popolarissimo divulgatore storico al quale gli italiani hanno dedicato fior fiori di pagine social, nasce da una lettera e da un accento. Quel sorriso enigmatico che da millenni fa discutere gli esperti potrebbe infatti appartenere a “Monna d’Isa” alias Isabella d’ Este, tra le signore più potenti e rappresentate del Rinascimento, alla corte della quale Leonardo, effettivamente, soggiornò. Angela ha ricostruito ancora una volta la vicenda nel saggio “Gli occhi della Gioconda – Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa”, edito da Rizzoli (347 pagine) e sbarcato in libreria al prezzo di 22 euro. (Continua a leggere dopo la foto)
“Gli occhi presentavano quell’aspetto lucido e umido che si vede dal vero; e attorno a essi c’erano quelle venature rosse e i peli che si possono dipingere solo con grande perizia. Le ciglia non potevano essere più naturali…”. Osserva Angela: “Ma il volto della Gioconda, così come lo conosciamo, per intenderci quello del dipinto conservato al Louvre, non ha sopracciglia o peli”. (Continua a leggere dopo la foto)
E quindi? “Potrebbe essere divertente supporre che Monna Lisa vada intesa come Monna d’Isa, alla lombarda. Potrebbe quindi trattarsi di Isabella d’Este che Leonardo ritrasse ancora da giovane per ricompensarla dell’ospitalità”.