Il mondo del giornalismo italiano piange la scomparsa di Paola Motta, stimata cronista politica e volto storico di Sky Tg24. La giornalista, conosciuta per la sua competenza, il rigore e la passione con cui raccontava la politica italiana, lascia un vuoto profondo nella redazione del canale all-news di Sky Italia, dove lavorava sin dalla sua nascita nel 2003.
Nata a Merano, in Alto Adige, Motta ha iniziato il suo percorso professionale da giovanissima. Dopo un’esperienza come stagista al Corriere della Sera, si è formata come praticante nella redazione de L’informazione, in un periodo cruciale per la politica italiana: gli anni della discesa in campo di Silvio Berlusconi. La sua carriera è poi proseguita con il quotidiano Alto Adige di Bolzano, dove ha seguito da vicino le dinamiche politiche del nordest italiano, dimostrando fin da subito una profonda conoscenza del territorio e una straordinaria capacità di analisi.

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Lutto nel giornalismo italiano: morta Paola Motta
Un breve periodo trascorso a Berlino ha arricchito ulteriormente il suo bagaglio culturale e professionale, prima del grande salto nel mondo della televisione. Nel 2003, Paola Motta entra a far parte del team fondatore di Sky Tg24, contribuendo con passione e serietà alla costruzione della nuova testata. Nel corso degli anni, si è affermata come uno dei volti più autorevoli della cronaca istituzionale italiana, raccontando con precisione e lucidità le fasi più delicate della vita politica del Paese.

Tra i momenti più significativi della sua carriera, resta impressa la sua copertura del primo giorno di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi come presidente del Consiglio: un simbolico passaggio di testimone tra storia e attualità che Paola ha saputo raccontare con equilibrio e profondità.

Chi ha lavorato con lei la ricorda come una professionista esemplare, mai sopra le righe, sempre preparata e attenta. Una giornalista capace di unire rigore informativo e sensibilità umana, qualità oggi più preziose che mai. La redazione di Sky Tg24, così come l’intero mondo dell’informazione, perde una voce autorevole e una penna raffinata. Ma il suo lavoro, la sua dedizione e la sua etica giornalistica continueranno a essere un esempio per le nuove generazioni di reporter.