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Gesù non nacque in una stalla ma…

Secondo un esperto di teologia Gesù non sarebbe nato in una stalla, ma all’interno di una casa di parenti di Giuseppe. L’equivoco sarebbe nato a causa di una traduzione sbagliata dal greco antico del Nuovo Testamento. Secondo il reverendo Ian Paul infatti, la parola greca Kataluma spesso tradotta in locanda/pensione, in realtà si usava per definire una stanza degli ospiti in una casa privata. Lo stesso termine viene usato anche per indicare la “stanza superiore” dove Gesù e i suoi discepoli consumarono l’Ultima cena. Mentre un termine totalmente differente, pandocheion si utilizza per descrivere una Locanda o un posto dove si accolgono viaggiatori.


Invece Giuseppe tornava a Betlemme per essere accolto dai suoi parenti, in virtù dell’usanza di far nascere il figlio nella terra del padre, ma l’abitazione era già piena di persone così vennero alloggiati nella stanza comune della casa. Qui Maria avrebbe dato alla luce Gesù. La forma delle case palestinesi di quel periodo prevedeva una stanza al piano superiore e una al piano inferiore dove venivano ricoverati gli animali durante la notte con una mangiatoia posta ai margini di quella stessa stanza. Il luogo più naturale per deporre il bambino appena nato era quindi la mangiatoia dove c’era paglia e calore. Insomma Gesù non sarebbe nato in una stalla “esterna” ma al piano inferiore di una casa contadina dove normalmente si tenevano gli animali.

Il primo studioso ad avanzare questa teoria fu lo spagnolo Francisco Sanchez de las Brozas, nel 1584, ma gli valse un processo dell’Inquisizione e la censura dei suoi testi. Lo stesso Reverendo Paul l’aveva già proposta un anno fa ma ha deciso di rinnovarla perché secondo lui, se non si scioglie questo nodo non verrà mai efficacemente in superficie il vero messaggio di Dio: “Non riesco a credere come tante persone vedano la nascita di Gesù, un evento cruciale della storia, nella maniera sbagliata. Gesù non nacque al freddo e al gelo in una stanza isolata, ma in una casa, circondato dall’affetto della sua famiglia. Questo è un dettaglio fondamentale perché Dio ci ha mandato un segnale sulla Terra facendo in modo che suo figlio fin da subito ricevesse l’amore dei più cari. E non che soffrisse il freddo in una stalla all’esterno.


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