Un amore, grande e tormentato. Due anime geniali e inquiete, la cui vita, spesa nella totale dedizione all’arte, è diventata un mito. Della grande passione che ha legato Eleonora Duse e Gabriele d’Annunzio molto si è parlato e scritto: un rapporto al centro delle cronache mondane per anni, data l’eccezionalità dei protagonisti, ma in realtà mai compreso fino in fondo. Grazie al volume Come il mare io ti parlo. Lettere 1894-1923, oggi tornano ad accendersi i riflettori sulle vere dinamiche sentimentali tra la Divina e il Vate: dal loro primo incontro veneziano nel 1894 fino all’ultimo, a Milano, un anno prima della morte di lei, passando tra le infinite tournée di lei e le ardite imprese politiche di lui, il libro presenta il carteggio amoroso che scandì il legame dei due amanti. All’imponente epistolario va innanzitutto il merito di sfatare ciò che abitualmente si racconta sulla vicenda, ossia che la Duse fosse la vittima sacrificale sull’altare del Vate crudele e lussurioso. In realtà, le cose andarono diversamente. Giganti nella vita e nell’arte, Eleonora e Gabriele furono capaci di incontrarsi, ma mai di fondersi completamente.
Eleonora Duse/Gabriele D’Annunzio
Come il mare io ti parlo
Lettere 1894-1923
A cura di Franca Minnucci
Bompiani, pp. 1408, euro 30
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