Il suo obiettivo è quello portare la poesia nei posti più impensabili, per farle ritrovare la sua aura e offrire a tutti l’opportunità di godere dell’energia che porta con sé: “Sono azioni culturali – spiega – ma anche terapeutiche”. Anonimo, si nasconde dietro lo pseudonimo Ma Rea. È uno studente lavoratore di Ferrara tra i 30 e i 40 anni, che da alcuni mesi ha iniziato a contaminare con versi originali le vie e i luoghi pubblici delle città. L’ultimo blitz a Vicenza, dopo aver lasciato segni del suo passaggio a Padova, Bologna, Treviso, Rimini, Venezia. E ora è in attesa di partire per Ravenna prima e Mantova poi. Cestini dei rifiuti trasformati in bacheche su cui attaccare poesie, incursioni letterarie in edicole e biblioteche per infilare di nascosto il frutto della sua ispirazione tra le pagine di libri e quotidiani, fogli plastificati stesi come bucato su cui far leggere le sue opere più intime per emanare una sensazione di pulizia e ritrovato vigore.