Cesare Beccaria si definiva «filosofo della morale e della politica», autore di un libro sempre attuale nonostante i suoi 250 anni. E sempre attuale è – ce ne accorgiamo in queste ultime settimane – il dibattito sui limiti del garantismo, del giustizialismo, in un’epoca in cui si manifesta felicità per un arresto o ci si ferma a riflettere sulla rapidità delle manette. Ognuno ha il suo pensiero, sempre da rispettare. Ma lo Stato come dovrebbe realmente atteggiarsi? Dei delitti e delle pene si colloca in un complesso periodo storico, quello del Seicento e del Settecento, momento in cui la società europea comincia a maturare coscienza di fronte al problema della giustizia penale. E oggi? Una buona rilettura.
