Se pure un uomo come Leonardo Da Vinci, che aveva poco da imparare dagli altri, riusciva a separarsi da tutto e tutti fuorché dal suo amato micio, allora in queste tigri in miniatura dal ruggito svogliato deve esserci davvero qualcosa di particolare. Sarà per il carattere anarchico, per quella vera e sana e irriducibile libertà che lo caratterizza e che lo fa somigliare a un ossimoro animato dotato di sangue, carne e pelliccia. Per secoli simbolo del demonio, astuto e tentatore, da contrapporre puntualmente al cane piazzato alla fine del letto simbolo di lealtà e fedeltà. Perseguitati, osteggiati e alla fine riabilitati. E che oggi, venerdì 17 febbraio, festeggiano la loro festa arrivata alla ventisettesima edizione. Una festa per tutti gli otto milioni di felini che vivono e scodinzolano in Italia. Il motivo di questa ricorrenza è quasi casuale. (Continua dopo la foto)
“Nel 1990 eravamo in tre giornaliste nella redazione romana della rivista Tuttogatto, tra cui Claudia Angeletti – ricorda Marina Alberghini, scrittrice, presidente dell’Accademia del Gatto Magico, fondata insieme al marito Giordano Alberghini nel 1992 – Claudia pensò di celebrare un animale così straordinario in una data precisa. Attraverso la rivista indicemmo un referendum tra i lettori. Vinse il 17 febbraio”. Il motivo? “Se scriviamo il numero 17 in lettere romane, XVII, e lo anagrammiamo, esce la parola latina VIXI: «Ho vissuto»…
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…verbo perfetto per il gatto che secondo alcuni ha appunto sette esistenze da giocarsi, mentre secondo altri, i tibetani ad esempio, ne ha addirittura nove. Febbraio – prosegue – fu scelto per il segno zodiacale dell’Acquario, a cui sono attribuiti intuito, anticonformismo, libertà, elevazione, alcune delle migliori caratteristiche del nostro micio, e poi nel nord Europa il 17 significa: vivere una vita sette volte”. Un sodalizio importante quello tra uomini e mici, specialmente in Italia (per dovere di cronaca Roma, Torino e Napoli sono le città più feline dello stivale), dove sono stati fonte di ispirazione, modello e, soprattutto, inseparabili compagni di vita.
“Chiudi quel libro”: ecco i gatti dispettosi e divertenti che interrompono le nostre letture