Alda D’Eusanio è stata squalificata dal GF Vip dopo essersi lasciata sfuggire alcune affermazioni pesanti nei confronti di Laura Pausini e del compagno Paolo Carta, ma anche contro Adriano Aragozzini sulla vicenda Mia Martini.
Sia la coppia di artisti che il produttore ed ex patron di Sanremo hanno fatto subito ricorso a vie legali ed è notizia di qualche giorno fa che Aragozzini ha chiesto un risarcimento pari a un milione di euro “per tutti i danni subiti, e che sta ancora subendo, a causa delle gravissime falsità affermate e delle offese al proprio onore e alla propria dignità e reputazione pronunciate” dalla giornalista e conduttrice durante la sua permanenza nella Casa di Cinecittà. Permanenza che, come detto, è stata interrotta da una squalifica immediata. (Continua a leggere dopo la foto)

La querela di Aragozzini è stata successiva a quella di Laura Pausini e Paolo Carta. La D’Eusanio, subito dopo l’uscita di scena dal GF Vip, si è scusata con la coppia dicendosi pentita delle parole dette, ma il danno era ormai fatto. La giornalista ha cercato di spiegare di avere compiuto l’imperdonabile leggerezza di riportare una chiacchiera completamente infondata che aveva ascoltato, ma né la cantante né il compagno hanno replicato. (Continua a leggere dopo la foto)

Ora è Alda a parlare. In una intervista rilasciata al settimanale Nuovo, la D’Eusanio ha raccontato di vivere in uno stato d’ansia perenne. Avrebbe poi voluto scusarsi pubblicamente, ma pare che Mediaset glielo abbia impedito: “La cosa che più mi fa soffrire è che la rete non mi abbia permesso di scusarmi pubblicamente”, le sue parole. Nella Casa, ha aggiunto, ha sempre detto quello che le passava per la testa, ma le sue intenzioni non erano quelle di offendere nessuno perché “non fa parte del mio carattere”. (Continua a leggere dopo le foto)


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Il neurologo le avrebbe anche sconsigliato di partecipare come concorrente alla quinta edizione Vip del reality di Canale 5. Avrebbe cercato di impedirglielo in tutti i modi, ha proseguito Alda D’Eusanio sulle pagine di Nuovo. “Diceva che nelle mie condizioni non avrei retto per più di tre ore perché ad un certo punto sarebbe crollata la mia soglia d’attenzione e avrei potuto combinare pasticci. Aveva ragione”.