Emily ha iniziato a soffrire di un persistente gonfiore addominale poco dopo i 30 anni. All’inizio sembrava un fastidio passeggero, ma con il passare del tempo il suo addome si è gonfiato a tal punto da sembrare una gravidanza avanzata. Così, comprensibilmente preoccupata, ha deciso di rivolgersi ai medici per capire cosa stesse accadendo.
Dopo una serie di controlli iniziali, le è stato detto che non c’era nulla di cui preoccuparsi: secondo i dottori, il gonfiore era il risultato di un’intolleranza al glutine, che aveva causato stitichezza, aggravata dallo stress. Tuttavia, la situazione è peggiorata drasticamente, arrivando al punto in cui Emily non riusciva più nemmeno a camminare. Solo allora, attraverso un’ecografia, è emersa la vera causa del problema: una massa sospetta nella regione pelvica. La diagnosi è stata chiara e devastante: tumore alle ovaie.
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“Hai una intolleranza”, le dicono i medici. Poi ancora quei sintomi e nuovi esami: aveva un tumore
Emily Campbell, che nella vita è una esperta di marketing residente a Miami, ha raccontato la sua esperienza al quotidiano britannico Daily Mirror, ricordando il momento in cui si era resa conto della gravità del suo gonfiore: “Incinta di circa sette mesi”, così lo ha descritto. Nonostante i sintomi evidenti, i medici inizialmente avevano minimizzato il problema. Ma quando la situazione è diventata insostenibile, è stato necessario un intervento chirurgico per valutare l’estensione della malattia.
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L’operazione ha rivelato uno scenario ben più drammatico del previsto: “Ricordo di essermi svegliata e di aver chiesto… mio marito era tipo ‘Sì, hanno asportato tutto’. Il mio utero era sparito, le ovaie erano sparite, le tube di Falloppio erano sparite, la cervice era sparita. Mi hanno tolto anche l’appendice”. A soli 33 anni, Emily si è così ritrovata priva della possibilità di avere figli.
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Nonostante la complessità della diagnosi, ha deciso di non sottoporsi alla chemioterapia, optando invece per un monitoraggio costante per individuare tempestivamente eventuali recidive. La sua esperienza l’ha portata a trasformare il dolore in impegno: insieme al marito, ha fondato un’organizzazione no-profit con l’obiettivo di sensibilizzare le donne sui tumori ovarici e raccogliere fondi per la ricerca.
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I sintomi di questa patologia sono spesso sottovalutati, eppure il corpo manda segnali chiari: gonfiore addominale persistente, dolore allo stomaco, sensazione di sazietà precoce, bisogno frequente di urinare, indigestione, affaticamento, dolore alla schiena e perdita di peso improvvisa sono tra i segnali più comuni. La storia di Emily è un monito sull’importanza di ascoltare il proprio corpo e non fermarsi alla prima diagnosi. A volte, insistere per ottenere risposte più approfondite può fare la differenza tra una diagnosi precoce e una scoperta tardiva.