David Raybould, 57 anni, è morto lo scorso agosto per un cancro a Tongwynlais, piccola cittadina del Galles. La T-Mobile, con la quale aveva un abbonamento da 26 sterline al mese per il suo cellulare, non ha però mai smesso di cercarlo. Il figlio di Raybould ha rescisso il contratto subito dopo la morte del padre, ma la compagnia non sembra essersene accorta e ha continuato a inviare bollette e ingiunzioni di pagamento. Finchè Maria, vedova affranta ma battagliera, non ci ha visto più. (continua dopo la foto)
Qualche tempo fa, la signora Raybould si è presentata al negozio di telefonia dove era stato sottoscritto il contratto con le prove inconstabili del decesso: “Ho portato il certificato di morte, la lettera del forno crematorio, i conti del funerale e persino le sue ceneri” ha raccontato esasperata al Daily Mirror. É servito? Ni. Poco dopo, le è infatti arrivata l’ennesima bolletta di T-Mobile e il conto è salito a 129 sterline. Solo quando il caso ha fatto il giro dei media, la compagnia, finalmente, si è arresa: “Possiamo confermare – ha annunciato un portavoce – che il conto è stato chiuso e il debito cancellato”.