Sono passati sette anni dal tragico incidente di Michael Schumacher. Era il 2013, il 29 dicembre, quando il campione di Formula 1 era a Meribel con la famiglia e con gli amici per trascorrere le vacanze natalizie nel suo chalet ‘Les Brames’. Amante della montagna e sciatore provetto, Schumi scende lungo la pista Chamois,
Poi decide di percorrere la Biche, una pista che si trova a pochi metri di distanza e che è separata da un tratto non segnalato. Ed è qui che avviene la tragica caduta: Michael Schumacher cade e batte la testa su un sasso. Da allora scompare per sempre dai riflettori. Ma non dal cuore dei suoi fan che non vedono l’ora – ancora oggi – di ricevere qualche bella notizia dalla famiglia del campione.

Michael Schumacher, moglie Corinna parla delle sue condizioni
Ma le notizie sono pochissime. Non si sa come stia il campione e se mai tornerà a vivere come una volta. Finalmente, a quasi sette anni di distanza da quel tragico episodio, a parlare è la moglie di Schumacher, Corinna, nell’attesissimo documentario su Michael Schumacher che uscità il 15 settembre su Netflix.

La televisione francese Télé-Loisirs ha avuto accesso alle immagini del documentario dedicato al campione di Formula 1 e ha riportato alcuni passaggi delle interviste di Corinne, moglie di Michael Schumacher dal agosto 1995 e madre dei suoi due figli Gina Maria e Mick, che ha seguito le orme paterne divenendo pilota a sua volta. “Non ho mai incolpato Dio per quello che è successo. -ha rivelato Corinna- È stata solo sfortuna, come potrebbe capitare a chiunque. Certo, mi manca ogni giorno. Ma non sono l’unica a cui manca. I bambini, la famiglia, suo padre, tutti intorno a lui. Ma Michael è lì. È diverso ma lo è. E questo ci dà la forza, penso”.


E ancora: “Stiamo insieme, viviamo insieme a casa. Lui si sottopone alle cure. Facciamo di tutto per migliorare le sue condizioni e assicurarci che sia a suo agio, per fargli sentire la nostra famiglia, la nostra connessione – racconta ancora la moglie di Schumi -. Qualunque cosa potrò fare, la farò. Lo faremo tutti. Come famiglia, cerchiamo di andare avanti come Michael lo avrebbe voluto e come lo vorrebbe ancora. La vita va avanti. Michael ci ha sempre protetti, e ora noi stiamo proteggendo Michael”.