Nella retrospettiva al MoMA a lei dedicata nel 2010, documentata nel film “The Artist is Present” di Matthew Akers e Jeff Dupree del 2012, l’artista contemporanea Marina Abramovic è restata per tre mesi, impassibile, seduta su una sedia mentre a turno i visitatori potevano accomodarsi su una sedia di fronte. Tra le persone che si sono sedute di fronte a lei, c’è stato anche il suo compagno storico, Ulay, che ha lavorato insieme a Marina dal 1976 all’89, separandosene con una performance impegnativa: “novanta giorni di camminata per dirsi addio” sotto la grande muraglia cinese. Ed eccolo, davanti a lei, un uomo con la barba grigia, la giacca nera e le Converse ai piedi, aria rassicurante e sorriso accennato. La Abramovi? alza gli occhi, accenna un sorriso. Poi i suoi occhi si colorano di rosso e si gonfiano di lacrime. Lui con lo sguardo la rassicura, come a dirle: “Va tutto bene”.
(continua dopo il video)
Una scena piena d’intensità, amore se vogliamo, capace di emozionare anche l’anima più fredda. Applausi, avanti un altro. Si ricomincia, ma non sarà più come prima per Marina Abramovic.
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