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Selvaggia Lucarelli “rubava foto dai cellulari dei vip per fare soldi”. Ma lei si difende così

 

Guai in vista per Selvaggia Lucarelli (insieme a Guia Soncini e Gianluca Neri). Il quotidiano Il Giornale riporta una indiscrezione del portale “Giustiziami” secondo il quale i tre sarebbero stati mandati a processo per aver “frugato” nei telefoni dei vip foto e altro materiale con il quale poi preparare notizie di gossip da proporre a settimanali scandalistici o pubblicare sui propri blog. “Stando al decreto di citazione firmato dal pm di Milano Grazia Colacicco che li ha mandati a processo, i tre giornalisti e blogger riuscivano a intrufolarsi nell’intimità dei vip ottenendo “fraudolentemente” codici e password, operazioni facilitate da domande segrete a basso livello di protezione per il recupero delle parole chiave (in un caso: Come si chiama il tuo animale domestico?)”, si legge sul portale.

Il “corpo del reato” sarebbero 191 foto scattate durante una festa di compleanno di Elisabetta Canalis nella villa di George Clooney sul lago di Como. I tre avrebbero provato a venderle per 120mila euro a un settimanale, ma la Canalis venne informata della cosa e presentò denuncia ai carabinieri dando input all’indagine della procura. E dall’inchiesta è emerso che nel mirino non c’era solo la showgirl.Stando al capo d’imputazione, infatti, i tre “al fine di procurare a sé o a altri un profitto consistente nella vendita di fotografie e di informazioni o conversazioni personali di cui erano venuti a conoscenza o comunque al fine di arrecare danno a Elisabetta Canalis e alle persone di seguito indicate, si procuravano, rispondendo alla domanda segreta per la password, i codici di accesso dell’indirizzo di posta elettronica di Federica Fontana, Mara Venier, Sandra Bullock, Scarlett Johansson e altri”.

Ma nel mirino c’era soprattutto la Fontana, il veniva cui profilo veniva costantemente monitorato per ottenere “indebite informazioni a loro non dirette, tra le quali l’indirizzo web, il nome utente e la password di accesso alla galleria fotografica che conteneva immagini della festa privata per il compleanno di Elisabetta Canalis”. Dopo di che i tre “fraudolentemente intercettavano comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico e ne rivelavano in parte il contenuto”, si legge sempre nelle accuse, “In particolare, avendo fraudolentemente ottenuto gli accessi a vari account di posta elettronica, ne monitoravano la posta in entrata utilizzando un apposito account di posta elettronica come collettore unico di tutta la corrispondenza intercettata”.

La diretta interessata si difende però dalle accuse e in una lettera a Dagospia scrive: “Ci sono state perquisizioni, sequestri e intercettazioni come se fossi entrata in possesso di informazioni riservate alla Cia, ma negli atti non c’è un passaggio in cui risulti che io abbia mai venduto o contrattato una notizia o una foto. Dalle carte risulta in verità che la persona che le ha tentate di vendere abbia un nome e un cognome. Lo ha ammesso sia la persona stessa che il giornale che ha trattato con lui, non capisco come mai questa persona sia stata poi estromessa dall’indagine”. E ironizza: “Aggiungo che non ho mai violato un account di posta elettronica in vita mia, neanche quello di ex fidanzati (purtroppo, perché mi sarei risparmiata un sacco di sorprese in seguito)”, “non sono capace neanche di fare un aggiornamento al computer, chi mi conosce lo sa, figuriamoci se potrei mai essere un hacker. Questo è tutto. Da qui è partita l’indagine. La Soncini, con la quale secondo i giornali avrei messo in piedi una specie di associazione a delinquere, non l’ho mai sentita in vita mia né al telefono né via mail”.

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