“Ho visto mio padre morire due volte”. Come se non fosse già tanto il dolore, Debora, 23 anni, figlia unica, ha dovuto assistere a una macabra scena: la bara in cui il papà entrava a malapena è crollata, ha ceduto. “Si è spezzata, appena l’hanno sollevata per portarla via si è sentito un tonfo. L’abbiamo dovuta portare in chiesa con una coperta per nascondere quello scempio”. L’aveva detto che suo padre Maurizio era grande e grosso e che ci voleva una bara rinforzata. Invece il legno si è aperto provocando in Debora un supplemento di sofferenza. “Già ero sotto choc per la morte improvvisa, poi questa cosa mi ha sconvolta. Sono uscita in strada e mi sono messa a urlare, sono finita al pronto soccorso con la pressione altissima”. Lei ha già chiesto il risarcimento all’Ama, “se non accetteranno una transazione faremo causa”. Tutta colpa dell’azienda se suo padre non ha avuto il funerale che lei avrebbe voluto dargli. La mattina del 18 dicembre scorso, la ragazza è andata nell’ufficio comunale addetto ai riti funebri. “Ho spiegato che serviva una bara rinforzata perché mio padre era molto pesante, 130 chili per un metro e ottanta di altezza. Ho fornito tutti i dati in modo che si potessero regolare, ho pagato un supplemento, in tutto 2.300 euro”.