Sono passati poco più di tre mesi della morte di Silvio Berlusconi, era la mattina del 12 giugno quando gli occhi del Cavaliere si erano chiusi per sempre dopo una lotta dura e coraggiosa contro la malattia. In quei giorni, i più difficili della sua vita, non aveva perso la voglia di vivere né di scherzare. Anche molto debilitato non si era negato ad una foto con alcuni ragazzi nei pressi di Milano 2, il quartiere da lui costruito e che fu la rampa di lancio per il suo successo futuro.
Futuro che ora appartiene ai figli dei quali si è parlato, e molto, circa il tema dell’eredità. Sulla questione oggi interviene Giuliano Ferrara. Il giornalista e scrittore ha voluto raccontare la verità del rapporto tra i figli di Silvio Berlusconi dopo la morte del padre. Lo ha fatto dalle colonne de Il Foglio, giornale che ha fondato e del quale è stato per anni prima penna e direttore.

Giuliano Ferrara: dopo la morte di Berlusconi i figli avanti senza liti
Racconta, Ferrara, come: “Il Cavaliere è stato per due decenni e più il simbolo del disordine italiano, la sentina dei vizi nazionali, un eroe negativo da fumetto per la metà del paese che lo detestava e per gran parte dell’opinione coltivata e riflessiva della stampa internazionale. La sua definitiva uscita di scena ha un po’ sorpreso perfino i suoi amici, noi tra questi, figuriamoci la grande orda dei demonizzatori”.

“Per adesso, almeno, quel che si vede è l’opposto di quel che si era pensato con accanimento negli anni belli dell’antiberlusconismo da orda e da ordalia”. Si perché chi si aspettava lotte per il potere è rimasto deluso. Scrive ancora Ferrara: “i berluscones sono gente che si accorda senza trappole, i figli di due matrimoni ricevono nella successione il dovuto, vanno d’amore e d’accordo”.

“Ciascuno sembra avere il suo posto malgrado le rotture familiari, fratelli coltelli va giusto per altre famiglie, non quella delle cartoline di Natale sbeffeggiate dai detrattori, l’equilibrio aziendale tende a essere preservato, non emergono torti e dissidi, buchi e destabilizzazioni finanziarie”. Silvio, sottolinea Ferrara, “ha lasciato questo mondo con una buona parola e donazioni per parenti e amici e compagna, che a quanto si dice verranno onorate dagli eredi, fratelli e come si diceva una volta fratellastri, in quota proporzionale, senza discutere o addirittura accapigliarsi”.