“La prossima fine di questo anno e l’imminente conclusione del mio mandato presidenziale, inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazione sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l’Italia, l’Europa e il mondo”. È un passaggio del discorso con cui stamattina al Quirinale Giorgio Napolitano ha fatto gli auguri a corpo diplomatico. Un riferimento esplicito alla volontà del presidente della Repubblica di rassegnare presto le dimissioni. (continua dopo la foto)
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Napolitano ha parlato anche dell’aziione del governo Renzi, “un’opera difficile e non priva di incognite”, sostenendo che non c’erano “alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialità di questo Paese”. Il lavoro del governo sarebbe “un coraggioso sforzo per eliminare alcuni nodi e correggere mali antichi che hanno frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura della società italiana e del suo sistema politico”. (continua dopo la foto)
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Allargando lo sguardo a quello che sta succedendo nel mondo, il presidente della Repubblica ha espresso “grande preoccupazione” per le “gravi tensioni e inaudite violenze” che si stanno verificando “ai confini dell’Europa e in aeree geografiche a noi molto vicine”. Ha parlato quindi degli “epocali fenomeni migratori connessi con i tragici eventi in Medio Oriente e in Africa”, che “costituiscono una vera emergenza europea e che come tale vanno affrontati”, e ha sottolineato la “svolta storica” nei rapporti tra Usa e Cuba.
E se fosse Romano Prodi il prossimo presidente della Repubblica?