Ore di grande apprensione in Sicilia, dove le autorità hanno chiesto ai residenti di molte zone di non uscire di casa. Sembra l’inferno in alcune zone della regione, da Palermo a Enna, da Messina a Siracusa. Nelle ultime ore poi, è andata in fumo anche la riserva naturale di Pergusa, in provincia di Enna. È stata poi danneggiata pesantemente un’area di servizio sulla A-20 Palermo- Messina. Il bilancio è pesante nella regione del sud Italia: 3 morti e oltre duemila sfollati. Le autorità fanno sapere che è andata in fiamme la Chiesa di Santa Maria di Gesù. Il presiedete della Regione Musumeci ha quindi detto: “Rivolgo un appello a Bruxelles: la flotta dei Canadair è assolutamente insufficiente”.
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Grande apprensione poi a Pergusa, in provincia di Enna. Qui i residenti, terrorizzati dalla situazione, sono usciti fuori casa per precauzione. Ora in tutta la zona sono presenti chiaramente i pompieri che stanno cercando di tenere a bada la situazione. Ma non è finita perché come dicevamo, Sun altro incendio ha poi attaccato una zona nei pressi dell’autostrada Palermo-Catania all’altezza di Ponte Cinque Archi.
Ore di grande apprensione in Sicilia
Apprensione poi anche sull’autostrada Palermo- Messina (A-20) dove un rogo ha danneggiato l’area di servizio Eni di Tindari. Paura nella zona, dove si è pensato al peggio per la presenza dei liquidi di rifornimento. Tuttavia anche se l’incendio ha divorato tutte le strutture, ha lasciato in pace le riserve di carburante sotto terra. È stato fondamentale l’intervento rapido dei vigili del fuoco che ha consentito di scongiurare il peggio.
Oggi siamo stati ad aiutare un amico mio che ha una villa… avvolte dalle fiamme senza vigili del fuoco tutti impegnati 🤬🤬🤬
— Isola (@isola_in) July 25, 2023
È normale tutto questo?
La solidarietà è italiana?
Ci guadagna qualcuno?
O la Sicilia è sempre lasciata da sola? pic.twitter.com/BPTP2v2ZYH
In Sicilia, in queste ore, ci sono centinaia di focolai attivi, tutti più o meno pericolosi e potenzialmente fatali per la popolazione. Chiaramente sia la Protezione civile, che i vigili del fuoco sono al lavoro senza sosta. Insieme a loro anche i fondamentali 4mila forestali addetti antincendio. La momento si contano circa 2mila persone evacuate.
Oggi la situazione a Catania è atroce, 45°/48° un vento caldo che brucia la pelle, aria irrespirabile, perché ci sono roghi ovunque, ancora senza acqua e la luce ad intermittenza. Questa non è più una città, questo è l'inferno.#Catania #Sicilia pic.twitter.com/IEUd0iaYUp
— GraziaLuna (@GraziaLuna_) July 25, 2023
Per chi si stesse chiedendo:
— Chiara Elèna (@la_tinella) July 25, 2023
In che senso in Sicilia sembra di essere all’inferno?
ESATTAMENTE COSÌ pic.twitter.com/r3eKOPZbs2
Sembra tuttavia che due anziani siano stati trovati carbonizzati in un’abitazione avvolta dalle fiamme a Cinisi. Morta anche una donna di 88 anni a San Martino delle Scale (Palermo) perché il fuoco ha impedito all’ambulanza di soccorrerla. Gli occhi, tutto questo 26 luglio, saranno puntati su: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina e Palermo.
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