Dopo un processo con rito abbreviato, il gup del Tribunale di Roma ha condannato Lucrezia Hailé Selassié, nota al pubblico per la sua partecipazione al Grande Fratello Vip e autoproclamatasi “principessa”, a un anno e otto mesi di reclusione – pena sospesa – per il reato di stalking ai danni del nuotatore Manuel Bortuzzo.
La vicenda, che ha avuto ampia eco mediatica, è giunta a una svolta giudiziaria, ma le sue conseguenze emotive sono tutt’altro che risolte. A parlarne, nel corso della puntata del 3 aprile di Storie Italiane su Rai 1, è stato Francesco Laurito, legale dell’atleta, che ha offerto uno spaccato della condizione psicologica del suo assistito.
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“Dovete capirlo”. Manuel Bortuzzo, la reazione dopo la condanna a Lulù Selassié
“Manuel è molto provato, emotivamente fragile. Questa storia non gli ha fatto bene. La relazione era iniziata con intenzioni completamente diverse”, ha dichiarato l’avvocato. “Non possiamo parlare di vittoria. Nessuno oggi esce vincitore da questa situazione. Speriamo solo di poter mettere un punto e lasciarci tutto alle spalle”. Laurito ha ribadito che Bortuzzo, già segnato da un passato difficile, desidera solo recuperare la sua serenità: “Non si è sentito di apparire in televisione. Oggi vogliamo solo proteggerlo. Il nostro obiettivo è che questa vicenda non si trascini in ulteriori procedimenti. Serve silenzio, tempo e rispetto”.

Nel frattempo, all’uscita dal tribunale, Edoardo Albertario, avvocato difensore di Selassié, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni esaustive, ma ha invitato alla prudenza nei commenti: “Le motivazioni della sentenza non sono ancora state rese note, il processo non è definitivo. Abbiamo ascoltato parole pesanti. È una decisione che ci delude, ma siamo ancora in una fase ipotetica. I giudizi si fanno con i documenti alla mano”.
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Nel pomeriggio, Lucrezia Selassié ha poi pubblicato un messaggio sui social per offrire la sua versione dei fatti, anticipando la volontà di chiarire il suo punto di vista, a suo dire spesso travisato dai media. Nonostante la condanna, la vicenda potrebbe non essere ancora chiusa, in attesa delle motivazioni ufficiali della sentenza e di eventuali sviluppi futuri. Per ora, ciò che resta è una storia amara e dolorosa, in cui la giustizia ha fatto il suo corso, ma le ferite emotive di chi l’ha vissuta in prima persona sono ancora ben lontane dal rimarginarsi.