Saverio Costanzo, di professione regista, è figlio di Maurizio Costanzo e della giornalista Flaminia Raimondi. Nel corso della sua carriera ha diretto due film e cinque serie tv, tra cui L’Amica Geniale, laa serie televisiva italo-statunitense trasposizione dell’omonima serie di romanzi di Elena Ferrante che narra dello speciale legame che unisce Elena “Lenù” Greco e Raffaella “Lila” Cerullo, due ragazze degli anni cinquanta che crescono in un quartiere di Napoli.
In un’intervista al Corriere della Sera Saverio Costanzo ha parlato della sua carriera e del padre Maurizio, giornalista, conduttore televisivo, conduttore radiofonico, accademico, scrittore, sceneggiatore e paroliere italiano morto il 24 febbraio 2023 presso la clinica “Paideia” di Roma, dove era ricoverato da alcuni giorni, per un intervento, all’età di 84 anni. Saverio Costanzo ha parlato di un padre che prima era lontano ma poi si è avvicinato. Grazie a Maria De Filippi. “Stavamo in centro, in via dei Banchi Nuovi, al secondo piano. Ma lui se ne è andato di casa molto presto, quasi subito”.
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Il regista Saverio Costanzo racconta il rapporto con il padre Maurizio
Lui voleva molto bene al padre, ma insieme aveva una madre molto forte e presente. “Abbiamo avuto i nostri conflitti, come sempre tra il padre e il figlio maschio. Devo molto a Maria. Fu lei a riavvicinarci”. “Andavano da Mességué perché lui doveva sempre dimagrire. Una volta Maria gli disse: portiamo anche tuo figlio. Allora avevo tredici anni, ed ero pure io un po’ grassoccio… Lui all’inizio non voleva: “ma no, che palle!”. Finì che ci divertimmo tantissimo, sembravamo Sordi e Verdone nel film “In viaggio con papà”. Ci era toccata la camera insieme, un incubo. Se mi svegliavo (affamato) nel cuore della notte russava talmente che non riuscivo più a prendere sonno”, ha svelato Saverio Costanzo.

“All’inizio mi pareva uno sconosciuto. Poi mi resi conto che papà era un uomo di un umorismo straordinario. E così, complice una certa sorniona ironia tipica dei romani che condividiamo, ci siamo ammazzati dalle risate. Maurizio non ha aiutato il figlio dal punto di vista professionale: “Nel 2002, con Mentana, a fare una trasmissione sull’11 settembre per Canale 5, ci divertimmo. A un certo punto qualcuno propose: mandiamo Saverio a girare questi contributi. Ma mio padre non rispose né sì né no. Come a dire: non te la regalo la fiducia. E io pensai: ah sì? Neanch’io la regalo a te”.


Ad Aldo Cazzullo ha ricordato la scomparsa di Maurizio Costanzo: “C’eravamo tutti: Maria, mia sorella Camilla e mio fratello Gabriele. Sono stato fortunato: non avevo film da girare, ho potuto stargli accanto sino alla fine, e sono orgoglioso di questo. Papà è sempre rimasto lucido. Era stato molto male già nel 2013, ma all’epoca dovevo lavorare, avevo interrotto una produzione che doveva ricominciare. Lui mi disse: non partire, resta qui con me. Gli risposi: tu cosa faresti al posto mio? Ancora una volta fu Maria a risolvere: ‘Vai pure Saverio, tuo padre è troppo intelligente per morire adesso”’.