Occhio, malocchio e… mutande rosse! Non solo abbigliamento intimo. Tra tradizione, portafortuna e scongiuri vari, ecco una carrellata di superstizioni legate alla notte di Capodanno in Italia.
Cos’è che porta fortuna?
Nel Sud Italia, ci si disfa degli oggetti vecchi buttandoli dalla finestra. Il gesto significa buttare via tutti i brutti ricordi dell’anno passato.
Trovare ferri di cavallo e chiodi (già, ma dove?) il 31 dicembre è di buon auspicio.
Indossare qualcosa di rosso la notte di San Silvestro porterebbe buona sorte (ma non esiste prova del contrario… ).
Seguendo l’idea che una cosa fatta a Capodanno si ripete tutto l’anno, il 31 dicembre si dovrebbe fare l’amore, mentre non bisognerebbe invece spendere soldi.
Baciarsi subito dopo lo scoccare della mezzanotte, specialmente se sotto un rametto di vischio, porta fortuna.
Fondamentale il cin cin con lo spumante: la bottiglia deve essere stappata a mezzanotte precisa e deve fare il botto.
Cosa invece attrae la sfortuna?
Incontrare un prete o un becchino dopo la mezzanotte… significa che il futuro sarà grigio.
Se si vede un mendicante, si dice arriveranno disgrazie economiche.
Ricevere calendari a Capodanno porta male.
Come attrarre soldi
Mangiare le lenticchie secondo la tradizione porta soldi, così come l’uva.
Mangiare 7 minestre di 7 legumi diversi, per aumentare le proprie chances di ricchezza. Succede in Abruzzo.
Via libera alla frutta secca: noci, nocciole, arachidi, mandorle, fichi, datteri simboleggiano prosperità.
Meglio evitare di chiedere prestiti il 31 dicembre: in Calabria si dice che altrimenti se ne avrà bisogno per tutto il seguente anno.
Lavoro e fecondità
In Sicilia e in Piemonte, la sera di capodanno tutti i lavori manuali vanno evitati perché si rischia di non portarli a termine o di non farlo nel modo giusto.
Il fuoco è simbolo di energia e luce, per questo nella notte di San Silvestro si accendono fuochi. In alcune regioni italiane, come in Friuli, i ragazzi saltano sopra il fuoco per aggiudicarsi virilità e fecondità.
Amore
Per conoscere i futuri amori, le ragazze nei decenni passarti gettavano una pantofola per le scale. Se cadeva con la punta rivolta verso l’uscio, era segno che si sarebbero presto sposate, altrimenti sarebbero rimaste zitelle. Nel Lazio si usava far scegliere alle giovani, senza guardare, fra tre aghi infilati con tre fili di diverso colore: bianco, nero e rosso. Il filo rosso corrispondeva al matrimonio, il nero alla vedovanza, e il bianco allo zitellaggio. Oggi, di fronte ad amiche single fino al midollo, si preferisce organizzare una serata in discoteca o consigliare qualche app per incontri da scaricare sugli smartphone.
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