Si è spento nella sua casa, vittima di un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo. Aveva 84 anni ma ancora tanta, tantissima energia. Dell’Italia da bere è stata simbolo, mentore e maestro illuminato. Da lui sono passati i migliori artisti anche se un cruccio, anzi due, lo ha accompagnato per anni. “Non sono mai riuscito ad avere Ella Fiztgerald, ci furono trattative ma la signora era malata e non se ne fece nulla. Negli anni 80 andai a Parigi: volevo Yves Montand, ma non riuscii a scritturarlo“.
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Ha fatto ballare le teste coronate, ha ricevuto i protagonisti del nostro tempo, è stato il primo gestore a coinvolgere Mike Bongiorno come presentatore nei dancing. Non solo: ha ospitato i grandi dello spettacolo, da Ray Charles a Paul Young, ha lanciato le stelle Ivana Spagna, Valeria Marini, Belen, fino ai campioni di domani.

Morto Gherardo Guidi, patron della Capannina
È stato lui a volere, insieme a Vittorio Cecchi Gori, gli schermi nazionali per il trio toscando composta Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello. Un mito, per tutti. E sono tanti oggi a piangere la scomparsa di Gherardo Guidi, patron dello storico locale La Capannina di Forte dei Marmi. “Gherardo amico mio ti devo tanto e sarai sempre nel mio cuore. Sono vicino alla signora Carla e alla figlia Cristina”, ha scritto su Facebook Jerry Calà.

“Io di Gherardo Guidi sono amico da ragazzo, perché il padre aveva un locale da ballo a Castelfranco Di Sotto, suo paese di origine, e io sono di Santa Croce sull’Arno, che sta proprio affianco. Quindi la domenica andavo a ballare lì, il posto si chiamava La Sirenetta – commenta all’Adnkronos Don Backy, pseudonimo di Aldo Caponi, cantautore, attore, paroliere e scrittore italiano famosissimo negli anni Sessanta – Ho dei ricordi meravigliosi e per me la notizia della sua morte è come se mi avessero strappato un braccio”.

“Lui era un ragazzo e cantava benissimo, era un vero crooner con uno stile tenorile, uno un po’ alla Claudio Villa — ricorda Don Backy- E così c’era una piccola competizione, una rivalità tra noi, perché io facevo rock & roll, un genere più moderno, mentre lui cantava in un modo che ormai per quell’epoca era un po’ superato. Siamo cresciuti insieme”.