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“Mangiato dai batteri”. Cena e muore per un virus killer: l’alimento a rischio

 

In campo medico si chiama fascite necrotizzante. Ma è noto anche come “batterio mangiacarne”. A restarne ucciso è un uomo di 71 anni dopo avere mangiato ostriche crude. Il Dipartimento della Sanità della Florida ha detto che la vittima è morta due giorni dopo il pranzo di pesce avvenuto lo scorso 8 luglio in un ristorante locale. Secondo le indagini le ostriche contenevano un ​​batterio carnivoro. L’uomo ha avuto problemi respiratori e un’eruzione cutanea alle gambe, e vomito, così da sembrare una reazione allergica. Le condizioni sono continuate o peggiorare e i medici hanno detto che l’uomo è stato infettata a da un tipo di batterio carnivoro chiamato vibrione. I batteri Vibrioni vivono nelle acque costiere e sono particolarmente abbondanti tra maggio e ottobre, quando l’acqua è più calda. L’improvviso mal di pancia accusato subito dopo sembrava il sintomo di una banale gastroenterite, ma si è rivelato solo l’inizio dell’infezione. Nel giro di pochi giorni, però, le sue condizioni sono diventate gravissime e l’uomo è morto. (Continua a leggere dopo la foto)



La fascite necrotizzante una patologia frutto di altri batteri comuni come lo streptococco e compare di solito in seguito a una lesione dei tessuti cutanei, anche di scarsa entità. In realtà, i batteri non mangiano la carne della vittima, ma producono delle tossine che corrodono i tessuti cutanei e sottocutanei. I batteri vibrioni causano circa 80mila malattie e 100 decessi ogni anno negli Stati Uniti, secondo il CDC. La maggior parte delle persone che contraggono il vibrione dalle ostriche crude sperimentano solo diarrea e vomito e si riprendono entro circa tre giorni. (Continua a leggere dopo la foto)

In alcune persone, però, può verificarsi una malattia più grave, con conseguenti infezioni della circolazione sanguigna e gravi lesioni cutanee e il tasso di mortalità è del 25%. Nel 2017 una donna del Texas è morta dopo avere mangiato ostriche crude. Jeanette LeBlanc e suo marito Vicki Bergquist erano in vacanza con amici e la famiglia sulla costa della Louisiana. Qui avevano consumato una dozzina di ostriche crude acquistate in un mercato di Westwego. Jeanette aveva iniziato a sentirsi male 36 ore più tardi, poi era morta a causa dell’infezione. (Continua a leggere dopo la foto)

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Altamente ecosostenibili, le ostriche sono allevate soprattutto nelle zone costiere e vicino alle lagune: grazie alla loro funzione di filtraggio e purificazione delle acque, da qualche tempo, si parla di oyster-tecture per indicare il loro utilizzo nella costruzione di barriere utili alla depurazione dell’ecosistema marino. Se le acque sono inquinate o contaminata da tossine, virus e batteri, è facile che essi passino ai molluschi e provochino a chi li mangia tutta una serie di sgradevoli e più o meno gravi sintomi (quasi sempre di natura gastrointestinale). Ma in alcuni casi, come in quello dell’infezione da batterio carnivoro, anche alla morte.

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