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Hanno 21 anni di differenza ma la (famosa) attrice italiana non può proprio più sentire parlare di toy-boy. E non le manda a dire: ”Squallida e volgare…”

  • Gossip

 

Giuliana De Sio è felicemente fidanzata con Mario De Felice. Tra i due ci sono 21 anni di differenza ma per la coppia il problema non esiste. Tuttavia, nelle ultime ore, l’attrice ha manifestato il suo disappunto sul modo di ‘giudicare’ questa caratteristica del suo compagno. Si riferisce in particolare al settimanale DiPiù che ha pubblicato alcune foto che la ritraggono con il fidanzato, accompagnate però dalla didascalia: ”Sui mari delle trasgressioni, Giuliana De Sio rilancia la moda del ‘fidanzato-giocattolo”’.

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Un’espressione, quella del fidanzatogiocattolo che non ha mandato giù e ha quindi affidato la sua replica a un lungo post sul suo profilo Facebook: ”Io mi chiedo quanto disprezzo profondo debba covare la stampa italiana per l’umana natura, per le persone, per i sentimenti, per la dignità a cui ognuno di noi ha diritto, per arrivare a definire ‘Giocattolo’ un essere umano – scrive la De Sio. E se lui è un ‘Giocattolo’, cioè un oggetto privo di anima, niente di più di una ‘cosa’, io sarei la giocattolaia, cioè una fabbricatrice o una consumatrice sentimentale o sessuale di oggetti inanimati. E poi, quanti anni deve durare una relazione tra due adulti prima che la cosa debba essere trattata con un minimo di rispetto?”.

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Poi la conclusione: ”La squallida definizione ‘Toy Boy’ coniata dai giornali per definire un essere umano di sesso maschile che si unisce ad una donna più grande di età (non importa se di cinque o venti anni) è terribilmente e malinconicamente offensiva per la persona a cui è rivolta e per la sua partner. Fa di loro due squallidi individui che si intrattengono in una relazione mercenaria o quantomeno opportunistica. È violenta, volgare, acefala, di bassissima lega: basta! Passi finire paparazzata, fa parte del gioco, ma non sopporto che si offenda me e l uomo con cui vivo. I sentimenti non seguono le ‘mode’, almeno non i miei e le persone non sono oggetti”.

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