Quello della scomparsa di Emanuela Orlandi – la 15enne cittadina vaticana sparita in circostanze misteriose il 22 giugno del 1983 – rischia di restare uno dei grandi gialli irrisolti della storia italiana. La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del procedimento. Nel fascicolo erano chiamati in causa diversi indagati per sequestro di persona e per omicidio, tra cui Sergio Virtù, detto ‘il macellaio’ e da molti ritenuto vicino all’esponente della Banda della Magliana, Enrico ‘Renatino’ De Pedis; Angelo Cassani, detto “Ciletto”, Gianfranco Cerboni, detto “Giggetto”, e Sabrina Minardi, quest’ ultima supertestimone che attribuì alla Banda della Magliana il sequestro e l’omicidio di Emanuela Orlandi.
In una nota il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, spiega che le indagini sono state “estremamente complesse e approfondite” e che si sono protratte “per moltissimi anni dopo una prima fase definita con sentenza di proscioglimento” e risalente al dicembre del 1997. “All’esito delle indagini che hanno approfondito tutte le ipotesi investigative man mano protrattesi (sulla base delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di numerosi testimoni, delle risultanze di inchieste giornalistiche e anche di spunti offerti da scritti anonimi e fonti fiduciarie) non sono emersi elementi idonei a richiedere il rinvio a giudizio di alcuno degli indagati”.
Indagato con le accuse di calunnia e autocalunnia, anche il fotografo Marco Fassoni Accetti riguardo al procedimento frutto delle dichiarazioni riguardante il caso di Emanuela. L’uomo negli anni scorsi aveva fornito una complessa ricostruzione riguardo il suo presunto coinvolgimento nella scomparsa della giovane cittadina vaticana.
“Emanuela Orlandi è viva, nascosta in Vaticano. Anche Papa Francesco tace”